mercoledì 30 novembre 2016



Sul sito riportato in basso è possibile consultare il mio articolo pubblicato in Scienze del Territorio.




Fenomeni di ritorno nelle Terre alte d’Abruzzo. Scienze del Territorio, [S.l.], p. 115-119, nov. 2016. ISSN 2284-242X. Disponibile all'indirizzo: <http://www.fupress.net/index.php/SdT/article/view/19395>.

venerdì 4 novembre 2016

Sabato 12 Novembre, a Caramanico, ci sarà la presentazione del libro "Il paesaggio agro-pastorale del Parco Nazionale della Majella", preceduta da due brevi escursioni in mattinata. Il programma della giornata è nella locandina allegata.

lunedì 31 ottobre 2016

Nel "Laboratorio della pietra a secco" che ho tenuto ieri a Fontecchio, nella media Valle dell'Aterno, nel contesto dell'Abruzzo Open Day, hanno partecipato una quindicina di allievi provenienti da diverse località della regione. Dopo aver visitato alcune zone ricche di opere in pietra a secco abbiamo restaurato due piccoli tratti di muratura lungo un sentiero nei pressi del paese. I partecipanti si sono mostrati molto interessati, ma con mio grande rammarico ho dovuto constatare che fra di loro non c'era nessun giovane! Ciò è molto triste.

lunedì 17 ottobre 2016

Nei giorni 13-14-15 di Ottobre ho partecipato a Padova al 3° Convegno Mondiale dei Campi Terrazzati, in qualità di rappresentante del Comitato Scientifico Centrale del CAI "Gruppo Terre Alte". In questa occasione è stato presentato il libro "Paesaggi terrazzati d'Italia", a cura di M. Varotto e L. Bonardi, Ed. Franco Angeli, in cui c'è un mio contributo: "La montagna di Mila: colture e cultura della pietra a Lettomanoppello".



lunedì 26 settembre 2016

Domani mattina, alle 7,30 sarò su RAI 3 in una intervista fatta da Antimo Amore su San Bartolomeo di Legio.

martedì 13 settembre 2016

Domani, con il Parco Nazionale della Majella, il Museo delle Genti d'Abruzzo e il Comune di Roccamorice, inizierò il restauro del complesso agro-pastorale in pietra a secco "La Valletta", localmente chiamata "Mandra di Pallante", in località Arcarelli di Roccamorice.
I lavori di restauro sono previsti fino a sabato.

domenica 4 settembre 2016

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Quello che oggi sta accadendo nella mia Pescara mi ricorda con tristezza quanto avvenne negli anni ’60. Tornai da Bologna, dove frequentavo l’università, e il giorno successivo andando al mare, allo stabilimento Venere a mangiare la pizzetta della Signora Carolina, mi accorsi che il cinema-teatro Pomponi era sparito. Andavo spesso a mangiare la pizza nel locale a sinistra dell’ingresso o il gelato nella vicina gelateria Glacia. Ricordo anche alcune feste che si tenevano nel salone al primo piano e i palchetti pieni di giovani coppie.
Ma il Pomponi era pericolante, talmente “pericolante” che per abbatterlo hanno dovuto usare delle cariche esplosive. Mi consolai pensando che molto probabilmente avrebbero ricostruito nella stessa area un altro teatro.
E’ passato più di mezzo secolo e sappiamo tutti cosa c’è nell’area del Pomponi.
L’amministrazione comunale non avendo un altro Pomponi da abbattere ha ritenuto che a Pescara c’erano troppi pini e per dimostrare una certa efficienza ha iniziato immediatamente l’opera.  Ma si tratta di un vizio antico perché quando venni ad abitare nel 1991 in fondo a Via Vespucci, ex Viale Ronchi, abbatterono diversi pini di fronte a casa e gli operai dissero che sarebbero stati presto ripiantati. Dov’erano quei pini, oggi c’è solo un deposito di immondizie.
 Alcuni dei pini abbattuti hanno circa l’età del vecchio Pomponi. Li accomuna l’età e delle amministrazioni che poco hanno a che fare con la cultura.



giovedì 25 agosto 2016

Di recente ho avuto l'incarico di referente regionale per l'Associazione Italiana Amici dei Mulini Storici (AIAMS).
Tutti coloro che sono interessati ai mulini ad acqua e intendono associarsi possono contattarmi o andare sul sito www.aiams.eu. Sotto vediamo una cartolina litografica del 1902 di Basilio Cascella.
Si tratta del Mulino S. Clemente 1° di Bocca di Valle.


lunedì 25 luglio 2016

L'école française de Rome ha pubblicato online il tomo 128/2 (2016) dei MEFRA  "Allevamento transumante e agricoltura". Nell'opera è presente un mio capitolo dal titolo: "Pastorizia e agricoltura di sopravvivenza alle alte quote. Tipologie insediative."
Il sito è: https://mefra.revues.org/3447


sabato 7 maggio 2016

La Grotta del Colle

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Oggi 7 Maggio 2016, vigilia della festività di S. Michele Arcangelo, mi sono recato alla Grotta del Colle di Rapino poiché volevo rivedere i pochi ruderi della cappella dedicata a S. Angelo,  all’ingresso della grotta. Non tornavo in quei luoghi da circa venti anni, da quando era stata realizzata la “valorizzazione turistica” dell’antico luogo di culto. Allo scempio di allora oggi si è aggiunto, su quelle inutili strutture, il degrado del tempo e dell’abbandono: recinzioni dei sentieri marcite o crollate, panchine e tavoli rotti sommersi dalla vegetazione, cestini di rifiuti sfondati mai svuotati, sentiero ormai impraticabile. L’unica cosa che purtroppo  si è conservata è il camminamento in ferro all’interno della grotta. Certamente in quell’abbandono i ruderi della cappella da me ricercata non erano più visibili.


I nostri eremi e luoghi di culto rupestri non hanno tesori d’arte nel loro interno; hanno solo una particolare atmosfera creata dal connubio tra i pochi resti che testimoniano antiche presenze e una natura spesso incontaminata. Gli addetti ai lavori chiamano questa atmosfera genius loci.
Il genius loci io lo immagino come un animaletto che scivola silenzioso sulle pareti di roccia e sui modesti resti del luogo di culto avvolgendo il tutto in un alone magico e che concede solo all’attento ed educato visitatore di ascoltare il lento stillicidio nel fondo della grotta e a volte i passi di Pietro da Morrone. Ma è un animaletto timido e schivo. Basta un cartello troppo invadente, una panchina o un tavolo inutili ed esso scompare, spesso per sempre. Alla Grotta del Colle, luogo di culto cristiano e probabilmente santuario italico, è scomparso da tempo.
Non so da chi dipenda la manutenzione di questo luogo di culto, ma basterebbe un campo di volontariato per riportare il tutto allo stato originario e mantenere aperto un piccolo sentiero che vi conduca. Non occorrono progetti, occorre solo rimboccarsi le maniche.
Chissà, quell’animaletto potrebbe anche tornare.